DEPRESSIONE E DISFUNZIONE A CARICO DELLA SFERA SESSUALE

DEPRESSIONE E DISFUNZIONE A CARICO DELLA SFERA SESSUALE

Studi epidemiologici riferiscono che un sonno disturbato o insufficiente correla con un aumento della mortalità ed altre patologie e disordini, tra cui anche problematiche sessuali in entrambi i sessi. Un sonno discontinuo, caratteristica della sindrome OSA, porta ad una riduzione dei livelli di testosterone che comporta disfunzione erettile nell’uomo e calo del desiderio nella donna; infatti tale ormone aumenta il desiderio, l’eccitazione, la responsività agli stimoli sessuali in entrambi i sessi, oltre che ad agire a livello dei corpi cavernosi (strutture vascolari specializzate responsabili dell’erezione).

 

Numerosi studi riportano un’elevata incidenza di disfunzione erettile in pazienti OSA, in un percentuale variabile dal 47% a 80%; la severità dell’OSA è considerato un fattore importante nello sviluppo di disfunzione, in particolare ci si riferisce al calo di saturazione d’ossigeno piuttosto che all’indice AHI (Apnea Hypopnea Index). Il meccanismo che sottende il legame tra OSAS e problematiche sessuali non è tuttora chiaro ma diverse teorie sono state ipotizzate: tra queste si evidenzia l’effetto ormonale dato dal testosterone, una neuropatia periferica data dall’ipossiemia oppure una disfunzione vascolare data da citochine infiammatorie rilasciate nelle fasi di apnea.

 

In particolare, i livelli di testosterone variano in modo circadiano aumentando all’addormentamento e raggiungendo il picco in fase REM. I pazienti affetti da OSA hanno meno sonno in fase REM, una riduzione del sonno profondo, un aumento dei risvegli notturni, una frammentazione e ridotta efficienza del sonno, il che porta ad un basso livello di testosterone. Inoltre, non si dimentichi che l’età gioca un ruolo predisponente sia nello sviluppo della sindrome OSA che nel fisiologico calo ormonale. Tutto ciò è confermato da uno studio russo, nel quale viene indagata la deprivazione selettiva delle fasi profonde del sonno in pazienti sani, fenomeno analogo a quanto accade nei disturbi OSA, che porta effettivamente ad una riduzione nella produzione di tale ormone.

Inoltre, un altro fattore predisponente comune ad entrambe le problematiche indagate è l’obesità: si tratta di un fenomeno molto comune tra i pazienti OSA e correla direttamente con la riduzione ormonale, conseguente anche all’aumento della massa grassa, in particolare del grasso addominale. Ciò può essere dovuto al fatto che il tessuto adiposo, specialmente quando infiammato e insulino-resistente, esprime l’aromatasi, che converte il testosterone in 17β-estradiolo. Una relazione bidirezionale tra obesità e basso livello di testosterone sostiene questa associazione, come indicato dalla perdita di peso che porta ad un aumento dei livelli ormonali.

 

La sindrome da apnee ostruttive del sonno è molto più frequente negli uomini rispetto che nelle donne; le ragioni della differenza sessuale sono multifattoriali, ma in parte attribuibili agli effetti protettivi degli estrogeni: in effetti la prevalenza del disturbo aumenta in post menopausa. Uno studio turco si pone come obiettivo lo studio della correlazione tra OSAS e disfunzione sessuale soprattutto nelle donne, campo poco esplorato e con pochi dati certi; da tale ricerca sono state escluse a priori le donne in post menopausa a causa del fisiologico calo ormonale che riduce di per sé la libido. Ne è emersa una chiara correlazione tra la scarsa qualità del sonno presente nella sindrome e problematiche sessuali: nello specifico, i punteggi medi di desiderio, eccitazione ed orgasmo risultavano nettamente inferiori rispetto al gruppo di controllo, mentre non vi è differenza in campo di lubrificazione, soddisfazione e dolore. Anche in questo caso si pensa che il calo di testosterone, dovuto alla frammentazione del sonno, giochi un ruolo chiave.

Quindi tutte le terapie volte al miglioramento del sonno e alla riduzione delle apnee notturne, come C-PAP, MAD o chirurgia orofaringea, hanno un effetto positivo anche nella produzione di testosterone e quindi nella vita sessuale dei pazienti. D’altro canto, è possibile anche la somministrazione esogena di tale ormone che però, giocando un ruolo chiave nella genesi delle apnee, può peggiorare nettamente il quadro OSA.

 

Bibliografia

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