Trattamento ortodontico delle alterazioni craniofacciali

Trattamento ortodontico delle alterazioni craniofacciali

Secondo la WHO (World Health Organization), le anomalie craniofacciali sono definibili come deformità strutturali congenite, malformazioni o altre anomalie del cranio o delle ossa facciali, che sembrano derivare da una combinazione di fattori genetici e influenze ambientali. Queste malformazioni sono, quindi, anomalie dello sviluppo embrionale risultanti in una grave compromissione della normale anatomia di cranio, ossa mascellari e tessuti molli adiacenti.

I pazienti affetti da anomalie craniofacciali richiedono un supporto medico basato su un team craniofacciale, all’interno del quale si inseriscono vari specialisti, tra i quali si possono citare genetisti, chirurghi, pediatri, otorinolaringoiatri, ortodontisti, oculisti, logopedisti.

I pazienti affetti condividono un aspetto facciale unico e la malocclusione risulta essere un’evidenza frequente. Già dalla tenera età, risultano potenzialmente penalizzati nell’integrazione sociale, poiché l’aspetto del viso e della dentatura rivestono in quest’ambito un ruolo importante. Questi dati pongono l’attenzione sulla necessità di garantire loro l’accesso al trattamento ortodontico.

Ruolo dell’ortodontista

L’ortodontista coopera nella gestione dei pazienti affetti da anomalie craniofacciali, seguendoli durante tutte le fasi di maturazione e crescita scheletrica.

La motivazione che spesso spinge in via principale i genitori dei pazienti a richiedere una terapia ortodontica per i figli è quella di aumentarne l’attrattiva facciale. Questo può aiutare a migliorare in modo significativo lo stato psicologico di pazienti che spesso soffrono a causa del loro aspetto facciale, risultando in un incremento della percezione di qualità della vita.

Specialmente nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale, l’utilizzo di indici standardizzati per la valutazione ortodontica può facilitare nella definizione di una priorità nell’accesso al trattamento ortodontico. Uno degli indici maggiormente usati è lo IOTN (Index of Orthodontic Treatment Need), secondo cui la presenza di anomalia craniofacciale rientra nel grado 5 di classificazione di gravità.

Riveste importanza la conoscenza della natura dell’anomalia, al fine di poter mettere in atto il protocollo di gestione ortodontica più adeguato al caso.

Una problematica associata alla gestione ortodontica di questi pazienti può essere la difficoltà nel mantenimento di un’igiene orale adeguata, che potrebbe richiedere una riduzione dei tempi di trattamento, al fine di evitare possibili danni a denti e tessuti di supporto. È possibile, inoltre, la necessità di un maggior tempo alla poltrona durante gli appuntamenti.

Trattamento ortodontico intercettivo

L’intervento dell’ortodontista mediante apparecchiature per l’espansione palatale è utile nei casi di discrepanza trasversale dell’arcata mascellare, per creare spazio per l’allineamento dentario o l’eruzione dei denti permanenti. L’indicazione e la possibilità di eseguire l’espansione mascellare va valutata in base al tipo di anomalia craniofacciale e al caso specifico. Nei casi di morso crociato anteriore correlato ad iposviluppo mascellare, frequente nei pazienti affetti da LPS, può essere indicato l’utilizzo di trazione elastica extraorale. Nei pazienti con palatoschisi, ove necessario l’ortodontista interviene per la preparazione all’innesto osseo.

Trattamento ortodontico fisso

I pazienti affetti da anomalie craniofacciali necessitano spesso di chirurgia maxillo – facciale in età adulta. L’ortodonzia fissa in questa categoria di pazienti, quindi, oltre che per un miglioramento estetico, è comunemente necessaria per la preparazione ortodontica prechirurgica.

Gestione ortodontica dell’OSAS

L’anomalia craniofacciale costituisce una condizione favorente OSAS pediatrica. La morfologia scheletrica craniofacciale, infatti, gioca un ruolo importante nella pervietà delle vie aeree superiori. Le opzioni di gestione ortodontica comprendono apparecchiature orali, per la correzione della malocclusione e favorire la crescita diretta di lingua e ossa facciali, ed espansione rapida palatale, cui consegue un aumento del volume delle vie aeree nasali e riduzione dell’ostruzione nasale. In casi in cui procedure più conservative non si dimostrino efficaci, possono risultare necessarie procedure di chirurgia maxillo – facciale.

 

Bibliografia

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