TRATTAMENTO DELLE OSAS NEI PAZIENTI CON ICTUS

TRATTAMENTO DELLE OSAS NEI PAZIENTI CON ICTUS

L’ictus e le apnee ostruttive del sonno (OSA) interagiscono bidirezionalmente tra di loro. La Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS) è associata ad un aumento della mortalità cardiovascolare e gioca un ruolo importante nella patogenesi delle patologie cerebrovascolari, direttamente o indirettamente, influenzando altri fattori cardiovascolari come ipertensione arteriosa o aritmie. D’altro canto, nei pazienti sopravvissuti a ictus o ad attacco ischemico transitorio, i disturbi del sonno sono presenti nel 72% dei casi, e tra questi i principali sono le OSA.

L’ictus può causare (o peggiorare) disturbi della coordinazione dei muscoli delle vie aeree superiori, intercostali e diaframmatici, favorendo l’insorgenza dell’OSAS. Lesioni del bulbo che interessano i centri respiratori possono predisporre ad apnee di tipo centrale, aggravando il quadro. Inoltre nel 40% dei pazienti con ictus sono presenti lesioni del nervo ipoglosso che possono avere un ruolo nelle apnee di tipo ostruttivo.

Diversi studi hanno correlato l’OSAS con un’aumentata mortalità post-ictus. Inoltre si evidenzia un peggioramento dei risultati nei test di attenzione, funzioni esecutive, percezione visiva, abilità psicomotoria e intelligenza nella fase di riabilitazione. Queste problematiche si presentano in particolare quando l’OSAS non viene adeguatamente trattata.

Il trattamento con ventilazione meccanica a pressione positiva continua (c-PAP) nei pazienti con disturbi del sonno post-ictus porta a un miglioramento neurofunzionale. Tuttavia, nonostante le numerose evidenze a favore dell’utilizzo della c-PAP per prevenire un nuovo ictus ischemico, diversi studi dimostrano che c’è una bassa compliance da parte dei pazienti con pregresso ictus e che soffrono di OSAS nei confronti della c-PAP. Questo può essere dovuto ad una bassa percezione dei sintomi diurni, che si rispecchia in punteggi bassi nella scala della sonnolenza di Epworth. Un’altra possibile causa può essere un parziale miglioramento spontaneo dei sintomi che riscontrano i pazienti hanno dopo l’ictus, come dimostrato da polisonnografie a distanza di 1-3 mesi dal primo evento cerebrovascolare. Questo miglioramento potrebbe essere dovuto ad un ripristino della funzionalità faringea con il tempo.

Altri possibili fattori implicati nella bassa compliance nei confronti della c-PAP possono essere il discomfort generico causato dalle componenti (es. maschera), la difficoltà nell’usarla dovuta ad anomalie nei muscoli facciali o deficit motorio, disturbi di vario genere che possono insorgere durante la notte ed assenza di miglioramenti evidenti dei danni neurologici o delle attività quotidiane.

 

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