L’apnea ostruttiva del sonno (OSAS) è un problema relativamente comune nell’infanzia; colpisce dall’1% al 5% di tutti i bambini, con una maggiore prevalenza tra i 2 e gli 8 anni. I sintomi caratteristici possono essere variabili e includono il russamento, le pause respiratorie notturne, la sonnolenza diurna, l’enuresi, le manifestazioni comportamentali (compresa l’iperattività) e le carenze accademiche. Effetti a lungo termine dell’OSAS non trattato comprendono deficit di crescita e neurocognitivi, complicanze cardiovascolari e problemi comportamentali.

Il trattamento tradizionale di questa situazione clinica è l’intervento di adenotonsillectomia (AT), ovvero di rimozione chirurgica delle tonsille e delle adenoidi. Questo trattamento è efficace in molti bambini (le percentuali di risoluzione variano dal 27% al 90%) e la letteratura descrive miglioramenti nella qualità della vita e dei parametri polisonnografici e comportamentali. Tuttavia, si tratta di un intervento che ha dei rischi e degli aspetti negativi, che comprendono dolore postoperatorio, disidratazione, emorragia primaria e secondaria, insufficienza velofaringea, stenosi rinofaringea, sublussazione atlantoassiale e disturbo post traumatico da stress.

Esistono alternative alla chirurgia ma generalmente non sono altrettanto efficaci. La terapia con CPAP è generalmente scarsamente tollerata nei bambini.

Nella definizione di alternative alla terapia chirurgica, la ricerca si è concentrata sulla gestione medica con farmaci antinfiammatori come i corticosteroidi nasali (sottofroma di spray), gli antistaminici sistemici e il farmaco “Montelukast” (modificatore dei leucotrieni); i leucotrieni e i loro recettori sono presenti nel tessuto adenotonsillare e studi in vitro hanno dimostrato che gli antagonisti di questi fattori, portano alla riduzione della proliferazione delle cellule adenotonsillari; livelli significativi di leucotrieni nelle urine sono stati associati alla gravità dell’OSAS nei bambini (si ritiene che il meccanismo con cui Montelukast migliora l’apnea ostruttiva del sonno sia la riduzione dell’infiammazione del tratto aerodigestivo superiore). Ci sono poi evidenze rispetto il beneficio di Montelukast nei bambini con OSAS dopo l’adenotonsillectomia, che si ritiene sia correlato alla riduzione della massa e dell’ingombro linguale.

Diversi studi hanno messo in evidenza una correlazione tra l’iperplasia adenoidea e l’ostruzione nasale cronica nei bambini. Una revisione Cochrane del 2009 sull’efficacia dell’adenoidectomia nei bambini con ostruzione nasale cronica ha concluso che l’attuale evidenza è scarsa e sono necessari ulteriori studi. Altri studi dimostrano che l’adenoidectomia è efficace per la gestione dei sintomi ostruttivi nasali cronici in pazienti refrattari alla terapia standard con steroidi nasali.

L’attuale gestione dei sintomi dell’ostruzione nasale cronica comprende trattamenti allergici, spray steroidi nasali e chirurgia. Gli steroidi nasali sono una terapia di prima linea comprovata nei pazienti con ostruzione nasale cronica, costituiscono un trattamento definito sicuro ed efficace; le percentuali di successo variano dal 45% al ​​77%: gli steroidi nasali topici da soli possono ridurre la maggior parte del tessuto adenoideo, alleviando i sintomi quali russamento, pause respiratorie nel sonno e ostruzione nasale, con miglioramento dei parametri polisonnografici (con diminuzione dell’AHI nei casi di OSAS pediatrica lieve e moderata), mentre non hanno alcun effetto a livello sistemico. Per quanto riguarda la sicurezza e le reazioni avverse di questi farmaci, in diversi studi si segnala che sono poco significative e che si verificano molto meno spesso delle complicazioni descritte nella letteratura sulla tonsillectomia.

Tuttavia, è stato dimostrato che vi è una correlazione tra il fallimento di questo tipo di terapia con un quadro di asma grave. Per questo sottogruppo di pazienti, l’adenoidectomia è un intervento altamente efficace.

Il trattamento antinfiammatorio con Montelukast e steroidi intranasali può essere un trattamento a breve termine modestamente efficace nei casi di OSAS lieve nei bambini. Sono necessarie ulteriori ricerche per chiarire l’efficacia della gestione medica nei bambini con quadro di OSAS moderato e grave. Sono poi necessari ulteriori studi rispetto la definizione della durata del trattamento, rispetto alla persistenza degli effetti benefici e i risultati a lungo termine: la letteratura attuale lascia molte lacune rispetto al ruolo del trattamento medico nelle OSAS pediatriche; non si è definita quale sia l’ottimale durata del trattamento e se il trattamento continuativo sia effettivamente utile al miglioramento del quadro clinico.

SITOGRAFIA

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30513051
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29161199
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28576524
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28169009
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28124653