OSAS e anziani

OSAS e anziani

Dal punto di vista epidemiologico si può notare come, con l’avanzare dell’età, si assista ad un progressivo aumento della prevalenza di apnee ostruttive del sonno (OSA). Nei pazienti anziani è più comune riscontrare disturbi legati al sonno, che si possono manifestare come una difficoltà nell’addormentamento, un aumento del numero di risvegli notturni e una ridotta qualità del sonno.

L’OSAS può insorgere in qualunque momento della vita, sebbene l’età media della diagnosi si aggiri tra i 40 e i 50 anni.

In particolare, l’andamento della curva che rappresenta il numero di affetti da questo disturbo respiratorio sembra salire con l’aumentare del numero di anni di vita e stabilizzarsi con un plateau dopo l’età di circa 65 anni [1]. Questa maggiore prevalenza nei soggetti più anziani solleva un importante quesito: l’invecchiamento svolge un ruolo eziologico nello sviluppo di disturbi del sonno? 

Se così fosse, allora dovremmo aspettarci che la prevalenza continui a crescere all’aumentare dell’età, ma questo non avviene, vista la presenza del plateau a 65 anni. Questo fenomeno può essere comunque spiegato con l’aumento del tasso di mortalità tra i pazienti anziani affetti da OSAS, visto l’aumentato rischio di eventi avversi. [2]

Un altro aspetto da tenere in considerazione è che con l’aumentare dell’età si assiste ad un aumento dei fattori di rischio legati all’OSAS. Nel sesso femminile, ad esempio, la menopausa rappresenta un importante fattore di rischio per lo sviluppo di OSAS, poiché induce una variazione nella distribuzione del tessuto adiposo (che tende a concentrarsi maggiormente, come negli uomini, a livello dell’addome e del collo), attenuando la differenza di genere ed aumentando la predisposizione allo sviluppo di apnee del sonno.

Secondo uno studio, sebbene ci sia un aumento di prevalenza dei disturbi respiratori del sonno nei soggetti anziani, la gravità del quadro clinico tende invece a diminuire: negli anziani, quindi, aumenta la probabilità di riscontrare casi asintomatici, mentre i casi sintomatici sono più distribuiti nella fascia di mezz’età. [3]

References

  1. Lévy P, Kohler M, McNicholas WT, Barbé F, McEvoy RD, Somers VK, Lavie L, Pépin JL. Obstructive sleep apnoea syndrome. Nat Rev Dis Primers. 2015 Jun 25;1:15015. doi: 10.1038/nrdp.2015.15. PMID: 27188535.
  2. Yaggi HK, Strohl KP. Adult obstructive sleep apnea/hypopnea syndrome: definitions, risk factors, and pathogenesis. Clin Chest Med. 2010 Jun;31(2):179-86. doi: 10.1016/j.ccm.2010.02.011. PMID: 20488280.
  3. Bixler EO, Vgontzas AN, Ten Have T, Tyson K, Kales A. Effects of age on sleep apnea in men: I. Prevalence and severity. Am J Respir Crit Care Med. 1998 Jan;157(1):144-8. doi: 10.1164/ajrccm.157.1.9706079. PMID: 9445292.

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