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FORMAZIONE UNIVERSITARIA SULLA MEDICINA DEL SONNO IN ODONTOIATRIA

MASTER di II° Livello in “ODONTOIATRIA DEL SONNO”

Alma Mater Studiorum Università di Bologna

Gentile Professore, come mai un Master sul sonno indirizzato agli odontoiatri?

Un sonno ristoratore è fondamentale per il benessere di ognuno di noi. Disturbi del sonno possono essere causa di malattie cardio-vascolari (ictus, ipertensione farmacoresistente, infarto), disordini metabolici (diabete, obesità), tumore. Ma gli effetti negativi più evidenti sono sul cervello, con deficit cognitivi e degenerazione (demenza precoce, Alzheimer). La frammentazione del sonno può provocare sensazione di affaticamento durante il giorno, con sonnolenza e difficoltà di concentrazione, comportando un aumentato rischio di infortuni sul lavoro e di incidenti stradali. Per queste ragioni la mancata diagnosi e/o il mancato trattamento dei disturbi respiratori nel sonno, ed in particolare della sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS), rappresentano

una problema molto rilevante sia sul piano sanitario che su quello sociale, con importanti risvolti economici.

Nell’ambito di queste patologie come odontoiatri siamo chiamati a ricoprire un duplice ruolo: da un lato quello di primo screening del paziente, in linea con il concetto di “sentinella diagnostica” espresso nelle Linee Guida Nazionali emanate dal Ministero della Salute e, dall’altro, un ruolo terapeutico per la gestione dei pazienti affetti da OSAS o russamento con dispositivi di avanzamento mandibolare.

Un’adeguata conoscenza di questi disturbi è fondamentale per porre un fondato sospetto diagnostico e non può prescindere da conoscenze specialistiche di neurologia, pneumologia e otorinolaringoiatria che vengono acquisite nel corso del master. Così l’odontoiatra potrà fornire informazioni corrette al paziente, inviarlo allo specialista di medicina del sonno per la diagnosi e contribuire alla pianificazione di una terapia efficace nei casi di pertinenza odontoiatrica.

In risposta alla richieste delle Linee Guida Ministeriali che incoraggiano percorsi formativi specifici specialmente in ambito universitario, abbiamo istituito presso l’Università di Bologna, primi in Italia, il master in “Odontoiatria del sonno” pensato e strutturato per la esclusiva formazione teorico-pratica degli Odontoiatri sull’OSAS.

L’edizione che partirà nel 2021 sarà la IV edizione del Master. Cosa è cambiato in questi anni?

Ci impegnamo costantemente nel migliorare la qualità del Master con l’obiettivo di rendere gli allievi pienamente operativi ed in grado di affrontare con competenza questa patologia al termine del percorso formativo. Rispetto al primo anno sono state aumentate le ore di didattica dedicate agli aspetti neurologici, psicologici, pneumologici e otorinolaringoiatrici, sono stati inseriti gli aspetti medico-legali e del lavoro ed è stata potenziata notevolmente la parte pratica. Nell’ambito di ciascun incontro, un’intera mattina viene dedicata all’attività clinica presso il reparto con prime visite di pazienti affetti da OSAS e controlli di pazienti in trattamento con dispositivi di avanzamento mandibolare.

Come docenti sono coinvolti i maggiori esperti del settore italiani e non solo. Quest’anno abbiamo avuto il piacere di avere con noi la Prof.ssa Ghizlane Aarab, della Università ACTA di Amsterdam, dove è presente uno dei centri più importanti per il trattamento di pazienti affetti da OSAS, diretto dal Prof. Lobbezoo ed anche la Dott.ssa Silvia Miano, neuropsichiatra infantile presso l’importante Centro del sonno di Lugano, diretto dal Prof. Mauro Manconi.

Com’è strutturato il Master da Lei diretto?

Il Master ha una durata annuale; si svolge un fine settimana al mese, nelle giornate di venerdì e sabato e prevede lezioni teoriche e pratica clinica con pazienti.

Nel periodo di emergenza legato al COVID-19 ci siamo attrezzati per una didattica a distanza e ad oggi per i colleghi che non possono raggiungere la sede viene garantita una didattica mista con la possibilità di partecipare da remoto alle lezioni teoriche.

Cosa serve ai colleghi, una volta ottenuto il diploma del Master, per essere pienamente operativi nel mondo dei pazienti con disturbi del sonno?

Ritengo che il Master offra a tutti gli interessati una solida base teorica dei disturbi del sonno, combinata con una conoscenza specialistica ed approfondita degli aspetti clinici connessi alla gestione dell’OSAS, sia dell’adulto che del bambino. E’ un bagaglio culturale che potrà poi essere arricchito ulteriormente tramite l’aggiornamento continuo e la partecipazione alle attività delle società scientifiche quali AIMS (Associazione Italiana di Medicina del Sonno) e SIMSO (Società Italiana di Medicina del Sonno Odontoiatrica) per quanto riguarda il territorio nazionale.

Come immagina il futuro di questa disciplina? State integrando una formazione specifica sulle OSAS anche nel percorso di studi del Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria?

Immagino che questa disciplina acquisterà sempre più importanza. Trascorriamo circa 1/3 della nostra vita a dormire ed i disturbi del sonno, come abbiamo già visto, possono provocare seri danni alla salute. Per quanto riguarda l’OSAS secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ne sono coinvolti 100 milioni di soggetti e circa il 90% di questi non sono ad oggi diagnosticati. Uno studio recente condotto su più di 2000 pazienti di età compresa tra i 49 e i 68 anni ha dimostrato come l’84% degli uomini e il 61% delle donne presentasse disturbi respiratori nel sonno. Ne risulta che un dentista si trova ogni giorno ad effettuare terapie su numerosi pazienti potenzialmente affetti da questa patologia.

E’ questo il motivo per cui le OSAS non possono essere più considerate una nicchia per addetti ai lavori, ma sarà sempre più un ambito di competenza odontoiatrica sia nello screening che nella terapia dell’adulto e del bambino.

Consideri che in Italia gli studenti del Corso di Laurea in Medicina seguono generalmente solo un’ora di lezione sui disturbi del sonno. All’Università di Bologna gli studenti del Corso di Laurea in Odontoiatria seguono da qualche anno circa 7-8 ore di lezione sulle OSAS, mentre gli studenti del Corso di Laurea in Igiene Dentale circa 3 o 4. Ciò deriva dalla consapevolezza che gli operatori odontoiatrici possono, o meglio devono, avere un ruolo primario nello screening di questa patologia. Tuttavia se non si ha la conoscenza di una malattia, non la si può neanche diagnosticare. Occorre quindi che il dentista sia adeguatamente preparato e conosca l’argomento in maniera approfondita. Ritengo pertanto indispensabile una formazione specifica sulle OSAS ed auspico che si possa arrivare ad una modifica del piano di studi al fine di garantire uno spazio adeguato nell’ambito del Corso di Laurea in Odontoiatria e, in virtù del loro rapporto continuativo con i pazienti, anche del corso di laurea dedicato alla formazione degli igienisti dentali.

Ricordo che ANDI e la Fondazione ANDI onlus in collaborazione con l’Università di Bologna stanno portando avanti un importante progetto di “informazione” del dentista e dei pazienti su questi aspetti clinici.

Che consigli si sente di dare ad un professionista o ad un giovane neolaureato per acquisire competenze e familiarità con la disciplina del Sonno?

Consiglio di contattare una sede universitaria che abbia un programma formativo specifico sui disturbi del sonno in quanto ritengo che, come già detto, spetti all’Università il ruolo fondamentale nella formazione, sia durante il Corso di Laurea che nel post-Laurea.

Invito inoltre a essere curiosi, a documentarsi attraverso la lettura di pubblicazioni scientifiche ed a mantenersi aggiornati su questo affascinante argomento in continua evoluzione.